Qui di seguito, la mia recensione di "Fact-checking su Israele", di Nathan Greppi (Lindau) apparsa sul quotidiano Il Foglio di mercoledì 3 giugno.
Fra
l’ottobre del 2023 e l’agosto dell’anno successivo, 9,3 milioni di volantini
sono stati lanciati dal cielo sulla striscia di Gaza, da parte delle Forze di difesa
di Israele (Idf) per avvisare la popolazione civile dei bombardamenti imminenti.
Nello stesso periodo, e allo stesso scopo, sono stati inviati 1,55 milioni di Sms
e sono state effettuate 17 milioni di chiamate telefoniche automatizzate, oltre
a 100.000 chiamate in tempo reale. Dunque non può trattarsi di “genocidio”.
Sembra
impossibile, da due anni e mezzo a questa parte, contrastare la marea montante della
disinformazione e propaganda d’odio che investe Israele, unico stato del popolo
ebraico e unica democrazia del Medio Oriente; eppure il giovane giornalista
milanese Nathan Greppi decide di cimentarsi nell’impresa, con risultati apprezzabili.
“Fact-checking
su Israele. L’altra faccia della storia” è un pamphlet agile, ben
documentato e circostanziato, scritto senza enfasi, con prefazione di Gianni
Scipione Rossi e intervista finale a Yigal Carmon, direttore del Middle East
Media Research Institute (Memri).
Ben
prima del 7 ottobre, nota Greppi, i nemici di Israele avevano già cercato di
accreditare la tesi del “genocidio”, ma senza considerare che, nel corso degli
anni, la popolazione arabo-israeliana è passata dai 156.000 abitanti del ’48
agli oltre due milioni attuali; per quanto riguarda Gaza e Cisgiordania, “i
palestinesi non hanno fatto altro che aumentare nel corso dei decenni: secondo
le Nazioni Unite, la popolazione nei territori è passata da 1,1 milioni nel
1960 a 5,1 milioni nel 2020”.
Negli
ospedali israeliani vengono continuamente curati palestinesi e arabo-israeliani,
bambini compresi. Nel febbraio 2024, persino la sorella del leader di Hamas
Ismail Haniyeh ha dato alla luce un bambino prematuro, ricevendo cure salvavita
dai medici israeliani del Centro medico Soroka di Beer Sheva.
Ancora,
Greppi nota come la guerra civile siriana abbia provocato 617.000 morti e
quella yemenita 367.000, senza che nessun indignato o pacifista occidentale si
sia mai stracciato le vesti. Onu, Amnesty International, Medici senza
frontiere, la stessa Croce Rossa e tanta parte del giornalismo internazionale
si dimostrano, attraverso svariati esempi, collusi con Hamas e con le altre
forze decise a cancellare lo stato di Israele, Iran in testa. Nel saggio
troviamo anche molta storia di Israele e dei suoi mortali nemici, per
contrastare i tentativi di distorsione del passato.
“Il Qatar è Hamas e Hamas è il Qatar”, spiega Carmon in coda al volume. Se più persone fossero consapevoli di che cosa è realmente il Qatar, e della sua forza di penetrazione nelle economie, nelle università e nei media occidentali, allora molti governi capirebbero che “il Qatar non è un alleato dell’Occidente, ma un suo nemico”.
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