Qui di seguito, la mia recensione di "Parla Zarathustra", di Kader Abdolah (Iperborea), pubblicata sul quotidiano Il Foglio di mercoledì 16 settembre.
“La
verità è che volevo scrivere un libro su Zarathustra, ma sono finito in un
posto che non mi aspettavo (…) Stavo cercando il misterioso, leggendario
profeta persiano e mi sono ritrovato nella steppa eurasiatica di dieci,
ventimila anni fa, dove un tempo abitavamo noi, gli indoeuropei”.
Kader
Abdolah torna a indagare sulla sua terra d’origine, con un libro dedicato al
fondatore dello zoroastrismo. L’autore di “La casa della moschea” propone ora un’opera
religiosa e poetica, a cavallo fra storia e leggenda, fiaba e mito.
Il
racconto di Abdolah è popolato da Dèi e demoni, con il loro seguito di forze del
Bene e del Male, uccelli magici e vacche sacre, guerrieri eroici e sovrani malvagi.
Considerata
l’esiguità delle fonti, l’autore si rifugia spesso nel grande solco della
tradizione orale, in una serie di vicende contorte, dai continui colpi di
scena.
In
tempi antichissimi, le popolazioni della steppa migrano verso sud, occupando
una vastissima area che va dalla Mesopotamia all’India e fondando numerose
civiltà.
Intorno
alla metà del 1700 a.C., contornato da vicende fiabesche, nasce Zarathustra, un
bambino prodigio destinato a un luminoso avvenire. Ahriman, il diavolo, tenta
di sopprimerlo, ma Ahura Mazda lo protegge. Dopo studi brillanti e un
promettente avvio al sacerdozio, il trentenne Zarathustra capisce che il mondo
è brutto: i sovrani sono egoisti, i sacerdoti sono bugiardi e corrotti, il
popolo è infelice. A questo punto egli decide, in totale solitudine, di
“inventare” il monoteismo. Concepisce un Dio unico, onnipotente e onniscente,
creatore del cielo e della terra, e propone una “retta via”, per un futuro in
paradiso, o altrimenti all’inferno. Zarathustra predica con coraggio e veemenza,
ma con scarsi risultati.
“Abbiamo
compreso che Ahura Mazda è l’unico Dio, che ha creato il cielo e la terra (…)
La domanda che ti pongo dunque è questa: come sei arrivato a fare tali
affermazioni? A sostenere che esista un unico Dio al posto delle divinità amate
dai nostri avi? Come sei arrivato a concepire un’idea così sovversiva?”.
Zarathustra
viene isolato, incarcerato, costretto a fuggire. A quarant’anni torna e infine ottiene
la conversione del regno. Ne nascono infinite dispute, epici scontri, intrighi
di palazzo, fino a quando il profeta, durante la preghiera, viene assassinato
con una pugnalata alle spalle.
“Alcuni
studiosi sostengono che Zarathustra come figura storica non sia mai esistito.
E’ possibile che abbiano ragione, ma questo non altera il contesto – conclude
Abdolah - Come sia avvenuto esattamente non ha alcuna importanza. Qui si parla
di una persona amata, che si chiama Zarathustra. Uno Zarathustra che ha creato
un Ahura Mazda per comprendere meglio se stesso”.