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martedì 7 maggio 2019

"George Eliot e la nascita dello Stato ebraico", di Elia Boccara

"Nel bicentenario della nascita, Giuntina rende omaggio - con un’edizione di gran pregio - a George Eliot, (pseudonimo di Mary Anne Evans, 1819 – 1880) una delle maggiori scrittrici inglesi del XIX secolo, autrice fra l’altro del capolavoro “Daniel Deronda” e straordinaria anticipatrice del sionismo. (...)
"Boccara ripercorre la biografia e le opere di una donna colta e anticonformista, capace di convivere more uxorio con un uomo nel bel mezzo dell’Inghilterra vittoriana, poi si concentra sull’ultimo romanzo, considerato una tappa fondamentale nel processo di risorgimento nazionale del popolo ebraico. (...)
"Daniel Deronda è un romanzo-fiume che uscì a puntate nel 1876 (meritoriamente ripubblicato in Italia lo scorso anno da Fazi) .... Il protagonista, figlio adottivo, scopre le sue origini ebraiche, sposa un’ebrea e decide di trasferirsi in Palestina, con la missione di concorrere alla fondazione di uno Stato nazionale, affinché anche gli ebrei abbiano un giorno il loro focolare domestico, “come gli inglesi”. (...)
"Ha scritto il critico K.M. Newton: “Se si chiedesse a qualcuno di votare per il lavoro letterario che ha avuto il più grande effetto sul mondo (…) allora Daniel Deronda dovrebbe essere uno dei più importanti contendenti. Un argomento potrebbe essere che, senza quel libro, lo Stato di Israele avrebbe potuto non esistere".
A questo link, la mia recensione completa del libro, pubblicata dal quotidiano Il Foglio di stamane e ripresa dalla testata on-line Informazione Corretta.

sabato 28 aprile 2018

"Sionisti cristiani in Europa", di Elia Boccara

Nella lunga storia dell’antigiudaismo cristiano vi sono delle eccezioni. Grande è il merito di Elia Boccara, per avere assemblato questa bella antologia di letterati, ecclesiastici, filosofi, romanzieri, patrioti della vasta “area cristiana”, che attraverso gli scritti e le azioni, “dal Seicento alla nascita dello Stato d’Israele”, non solo hanno preso le difese degli ebrei in contesti difficili, ma hanno anche in qualche modo preconizzato, e a volte promosso, la creazione di uno Stato ebraico in Palestina. (...)
“Jean Racine ha voluto dare degli ebrei l’immagine di un popolo gentile e vittima di odiosi preconcetti – scrive Boccara – che vanno ben oltre le differenze religiose. Egli aveva capito benissimo cosa fosse l’antisemitismo, vocabolo coniato nell’Ottocento, ma che riguarda un sentimento che risale a tempi immemorabili”. (...)
Jean-Jacques Rousseau prende le difese degli ebrei con argomenti tipicamente illuministici: “Non crederei mai di avere ben capito le ragioni degli ebrei senza che abbiano uno Stato libero, delle scuole, delle università, dove possano parlare e disputare senza correre rischi”. (...)
Nell’Inghilterra vittoriana brilla la stella letteraria di George Eliot, pseudonimo della scrittrice Mary Hann Evans. Nel romanzo Daniel Deronda (1876) il protagonista è un figlio adottivo, che dopo infinite peripezie, e dopo aver compreso appieno la sofferenza degli ebrei della diaspora, scopre di essere uno di loro. (...)
Ventun anni prima della pubblicazione di Der Judenstaat, di Hertzl, quarantuno prima della dichiarazione Balfour, settantadue anni prima della Dichiarazione di Indipendenza di Israele, Mary Hann Evans anticipa e predice l’avvenire. (...)

A questo link, la mia recensione completa di "Sionisti cristiani in Europa", di Elia Boccara (Giuntina) pubblicata sul quotidiano Il Foglio di mercoledì 25 aprile.
https://www.ilfoglio.it/libri/2018/04/26/news/sionisti-cristiani-in-europa-191405/