La mia recensione di "Devastazione", di Aharon Reuveni (Edizioni Ronzani) pubblicata sul quotidiano Il Foglio di mercoledì 22 aprile.
“In quei giorni Ester aveva una preoccupazione ancora più grande. Agli angoli delle strade erano state appese, ed era la seconda volta, le liste dei cittadini ottomani che dovevano presentarsi per il lavoro nell’esercito. (…) C’era qualcosa che non si poteva capire né spiegare: il turco combatte contro l’inglese, cosa c’entrano gli ebrei? (…) Anche il fatto che non li mandassero in battaglia era molto strano. I turchi dicevano che non ci si poteva fidare degli ebrei e dei cristiani perché si sospettava che in segreto parteggiassero per gli inglesi e alla prima occasione sarebbero scappati nel campo nemico”.
Scritto
negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, ma ambientato in
una misera Gerusalemme a conflitto in corso, dunque ancora sotto il tallone dei
turchi, Devastazione è il terzo romanzo della trilogia “Sino a
Gerusalemme” di Aharon Reuveni, ora tradotto e pubblicato per la prima
volta in Italia in un’assai pregevole edizione Ronzani. E’ un magnifico romanzo
storico, vivido e tragico, considerato “il più crudo e il più riuscito”
rispetto ai due precedenti, e anche una struggente storia d’amore dai forti
tratti autobiografici.
Il
protagonista Meir è un operaio anti-eroico, forte e gentile, non osservante, immigrato
di recente dalla Russia. Accanto a lui, la modesta Ester vive con la sua
famigliola in condizioni di miseria estrema. Le privazioni devastano la loro
povera casa, inducendo il fratello e la sorella di lei a una vita di
depravazione. Ne sortisce una storia molto amara, dolorosa, in una Gerusalemme
violenta e brutale, brulicante di una comunità ebraica umiliata e impegnata in
una miserabile lotta per la sopravvivenza.
La
prosa ricca e ricercata di Reuveni presenta tutte le caratteristiche della
grande letteratura russa. L’autore rifiuta i canoni tradizionali della
letteratura di genere sionista della sua epoca, improntata a esaltare i
personaggi eroici e le loro gesta coraggiose, e opta per “uno scetticismo
realistico, indisponibile a esaltare le trasformazioni ma capace di affrontarne
le sfide”.
Reuveni,
nato a Poltava (Ucraina) nel 1886, è stato fra i padri fondatori di Israele;
suo fratello, Itzhak Ben-Zvi, è il secondo capo dello stato ebraico, dopo Chaim
Weizmann.
Scrive
Roberta Ascarelli nella postfazione: “Al suo arrivo nella Terra dei Padri, dopo
un viaggio avventuroso dalla Siberia attraverso Cina, Giappone ed Egitto,
Aharon Reuveni viene accolto nella piccola cerchia degli scrittori
gerosolimitani come un nuovo talento potente e promettente”. I suoi romanzi
sono accolti con entusiasmo dagli autori del circolo: questo suo Shamot (Devastazione)
è definito “una delle migliori opere della letteratura ebraica”.
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