Qui di seguito, la mia recensione di "Ottanta. Dieci anni che sconvolsero il mondo", di Diego Gabutti (Neri Pozza) pubblicata sul quotidiano Il Foglio di mercoledì 12 marzo.
“Quello
fu un momento unico. Mutui facili, affitti bassi, lavoro a tempo indeterminato,
buone scuole, le vacanze, il tennis, le settimane bianche, soldi in tasca, Sex
Revolution. Non s’era mai visto niente di simile nella storia del mondo”.
E’
divertente la galoppata con cui Diego Gabutti attraversa gli anni Ottanta, i “dieci
anni che sconvolsero il mondo”. Un viaggio scanzonato e irriverente, con ampie
escursioni dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, dal tono sarcastico e
caustico, in un libro stracolmo di riferimenti filosofici, letterari,
cinematografici e di costume.
Il
decennio si apre idealmente con la vittoria a sorpresa di Ronald Reagan nelle
elezioni americane, preceduta di un anno e mezzo da un episodio analogo: l’ascesa
per la prima volta di una donna al governo della Gran Bretagna, Margaret Thatcher,
altra protagonista indiscussa del cambio di paradigma. Anche in Italia, in ottobre,
succede una cosa strana: la leggendaria Marcia dei Quarantamila, che a Torino seppellisce
l’egemonia dei sindacati e chiude idealmente il lungo e violento ’68 nostrano. Il
decennio “maledetto” e “reazionario” in realtà da noi vede la fine
dell’egemonia democristiana, con la guida del governo assegnata prima a Giovanni
Spadolini poi a Bettino Craxi.
In
altra parte del mondo, nello stesso 1980, l’Unione sovietica invade
l’Afghanistan, una scelta che si rivelerà catastrofica per le sorti del
comunismo, al pari della decisione di puntare sulle capitali europee gli SS20,
i nuovi missili nucleari a testata multipla. Ancora nel 1980 inizia il
conflitto fra Iran e Iraq, che durerà quasi l’intero decennio, causando un
milione di morti nella “Guerra Dimenticata”.
Sempre
nell’80, in Polonia, il sindacato Solidarnosc manda in tilt il potere comunista;
l’anno seguente il Papa polacco riuscirà miracolosamente a salvarsi da un
oscuro tentativo di omicidio.
Gli
anni Ottanta non sono solo rose e fiori: un mese dopo l’elezione di Reagan,
John Lennon muore assassinato a New York; la morte per overdose di John Belushi
(1982) chiude simbolicamente la stagione della cultura delle droghe, cha aveva
caratterizzato le precedenti correnti underground; la scoperta dell’Aids segna
la fine della festa per la generazione della Sex Revolution.
Il decennio dell’avvento al potere del computer si chiude con il crollo del Muro di Berlino e il fallimento planetario del comunismo. Ma “l’ombra del Muro di Berlino non si è ancora del tutto dissolta – avverte Gabutti – E’ un’ombra persistente, l’ombra della divisione del mondo, di qua l’Occidente (com’è sempre stato) e di là (com’è sempre stato) un minaccioso Eldorado metafisico. E’ il Muro mai abbattuto che separa le società libere da quelle fondate sull’arbitrio”.